PREFAZIONE

                                                    Premessa
Ora già me lo immagino.
Si proverà certo a borbottare che non s'è mai sentito e letto di qualcuno che abbia conversato con un gabbiano e che è roba da mattacchioni e via sparlando.
Si dimentica che nella storia narrativa di questo mondo già 25 secoli or sono il grande Esopo personificava gli animali e li faceva parlare tra loro seppur con lo scopo precipuo di rifilarci una morale. Abbiamo letto da fanciulli la fiaba d'un burattino che s'è fatto infinocchiare dalle chiacchiere d'un gatto e di una volpe.
E ultimamente c'è stato chi sussurrava ai cavalli, qualche altro che conversava e financo ballava con i lupi e chi chiedeva su un tetto preziosi consigli a una gallina chiamata Rosita.
Perché stupirsi allora se lo "scrivente" ha avuto la ventura di interloquire con un gabbiano reale?
Volando alto ed equiparando il tema si può citare anche un certo Richard Bach che ha inventato il gabbiano Jonathan Livingston e dallo Stormo

Buonappetito lo ha fatto assurgere a simbolo di amore e di libertà.
Ma il mio è solo un gabbiano "nostrano" che alligna sulla scogliera tra il cisto e il rosmarino dell'Enfola, che mai diventerà famoso e che per un insolito abbaglio m'è parso un po' tinto di verde.
Appunto, il nostro Gabbiano Verde.
                                                                         L'Autore